-All'armi! all'armi! tonò Pardo, e dato l'amplesso d'addio ad Iza, sfoderò la spada; poi strappata di pugno ad un navichiero la bandiera tricolore, si avviò correndo alla piazza e là sventolandola ripetè ad alta voce:
-All'armi! all'armi!
-All'armi! all'armi! rispose la turba, e più di cento gli s'affollarono intorno, con zagaglie e falci alcuni, altri con schioppi e pistoni, pochi con carabine. Animati da spirito battagliero, eccitati dall'annunzio della nuova libertà, scossi dalle parole ardenti dei patrioti, quei montanari bramavan davvero di misurarsi col nemico; epperò al grido di guerra di Pardo si serrarono in colonna e sfilarono. Lo sposo d'Iza e Diego misersi a guida dei Suterani, e salutati i vecchi e le donne lasciarono il paese alla volta di Acquaviva. Quella brigata di montanari, veduta da lungi, avrebbe stupito l'osservatore; perocchè il luccicare delle armi ai raggi del sole scendente e il canto marziale degli inni mettevano in cuore un tripudio tutto nuovo, indefinibile. Camminavano allegri, e su quelle fronti abbrunate brillava la gioia e si specchiava il proposito fermo di vincere o morire. Baldi e spediti, serravano al petto con militare letizia le povere armi che loro era fatto portare, ed un sorriso di benevolo plauso sarebbe spuntato sulle labbra del mio lettore nello scorgere i dieci o quindici provvisti di carabina pulirlo marciando, spazzarne l'anima, nettarne il focone, caricarla, metterne il cane a mezzo punto, aggiustar ai fianchi la palliniera. Ed anco gli altri davano occhiate agli arnesi, apprestandoli e passandoli al più vicino commilitone in esame. Era proprio il coraggio italiano che li animava; e lo stesso Pardo, cacciatore provato, d'animo bellicoso, uso alle fatiche e alle lotte, ne inorgoglì;... giovani tutti, infiammati dal sacro amor di patria, desiosi di quella libertà per la quale avevano cospirato e sofferto, incoraggiati dai baci e dagli evviva, mescevano speranze e conforti, auguravano insieme alla lor terra ed ai confratelli felicità e gaudio!
-Oh Diego-dopo lungo silenzio disse Pardo all'amico-oh Diego, fra poco saremo alle mani cogli oppressori. Il tuo annuncio mi ha sollevato; ora spero!
-Non credo che Mussomeli sia ancor tenuto dai regi. Cletto stamane li ha cacciati.... e i gendarmi eran quaranta.
-E pensi abbian sloggiato? si saranno serrati nella torre.
-La quale è comandata....
-Da Orlando.... ma anche a lui non è dato scoprirsi ad una numerosa brigata di sgherri!
-Orlando è audace. Avrà resa la torre....
-A dispetto dei soldati?!.... a quest'ora sarebbe morto.
-E Cletto avrebbe potuto rimaner inerte spettatore dello strazio d'un fratello?....
-Cletto non sa che Orlando è dei nostri.
-Dunque?...-insiste Diego commosso-dunque?
-Ne sarà nato uno scontro e noi giungeremo opportuni a finirlo.
-E se il capitano è morto?
-Non ha Italia l'albo dei martiri?-e queste parole Pardo pronunziò in tuono solenne e in atto di convinzione profonda.
Ambedue tacquero, e per alcuni istanti non s'udì che il grave passo del drappello. Ma di lì a poco due fra i seguaci ruppero il monotono silenzio e parlarono assai rapidamente questo dialogo:
-Senti, Sandro, credi che la vittoria sarà nostra?
-Che dici, Maso, hai paura?
-No, non temo... abbiamo a capo Pardo, lui...
-Lui sì bravo, sì valente...
-Ardito e prode, ci condurrà a certo trionfo... non sai quanto valga il nostro Pardo... tre anni or sono... te ne ricordi?
-O che, Maso, pensi che non m'abbia memoria? L'amico Pasquale fu liberato...
-I gendarmi ebber la peggio...
-Lasciaron due morti... e si nascosero su quel di monte Puccio. Pardo tambussò per quattro...
-E quel che più monta inspirò coraggio a noi... e ci diresse bene.
-Animo, compagni... gridava lui... animo... salviamo l'amico!
-Pardo sarà sempre il nostro capo; anche quei di Villalba e
Castronuovo eleggeranno lui!... tutti lo sanno bravo.
-Viva Pardo!
-Si, viva il nostro capo-disse forte Maso-Viva!
-Anche voi fidate in Pardo?-interruppe un terzo.
-Senza dubbio, Ascenso, nessuno in Sutera merita più di Pardo la nostra fiducia...
-Non in Sutera soltanto... anche a Cammarata... a Termini, nella valle... l'ho sentito lodare... e ne godevo come d'elogio fatto a me stesso.
-Nell'inverno passato a me mancò il grano e Pardo me lo donò.
-Ed a me rifornì il casale.
-Alla mia vecchia mamma... lo sapete Maso?... regalò coltri e lenzuola...
-Tutti nella valle lo amano e lo salutano.
-Con lui vinceremo.
-Dovremo a Pardo la libertà delle Madonie.
-Viva Pardo!
-Viva!-gridarono tutti. Viva! ripetè senz'altro Diego. Pardo (chi nol sapesse) non era facile agli improvvisi entusiasmi, per il che all'osanna de' suoi rispose:-Amici, grideremo viva sull'orme del tiranno... allora soltanto! oggi fa d'uopo ordine e coraggio.
-Coraggio! coraggio!