Si cominciò col relegarli, come lebbrosi, in un quartiere isolato della città, lontani dai consorzi civili; si continuò coll'esodo in massa, a cacciarli di terra in terra, fomentare in ogni paese saccheggi ed eccidi; infine si elevarono roghi per abbrucciarli, e, con offesa e vitupero del vero cristianesimo, queste ecatombe umane si appellarono atti di fede! E dopo mille anni dell'età nuova, piombò sull'Europa un periodo di tenebre profonde; il mondo doveva finire, ma era la civiltà, la morale, il pensiero umano che si erano smarriti e abbuiati, e parevano eclissati per sempre.
L'umanità, come scrive con frase poetica e positiva, il sommo storico Michelet, aveva cessato di pensare. Solo l'Ebreo sentiva, che il termine del mondo non era vicino ancora, che i fati non erano compiuti, ed egli, come scrive ancora Michelet, pensava per tutti e serbava la coscienza dell'avvenire.
Egli nella Spagna, nella Francia, in Egitto, in Grecia raccoglieva i libri dell'antichità, li chiosava, li traduceva dall'arabo, dal greco in latino. Non si limitava a raccogliere questi libri e sepellirli nelle biblioteche dei conventi, come i Benedettini ed altri ordini religiosi, i quali ben meritarono dalla Civiltà, ma li diffondeva di terra in terra, li trasmetteva dall'Asia all'Europa, ed era egli stesso libro vivente. Egli aveva conservate le tradizioni delle scienze mediche, fisiche, filosofiche, linguistiche, e le insegnava, le professava; era, coi commerci, colle scienze, intermediario fra l'oriente e l'occidente, tra gli Arabi e l'Europa cristiana.
Irruppero le Crociate; e le orde Crociate, per punire l'Ebreo dell'opera sua riparatrice e civile, prima di recarsi in Terra Santa e liberare il sepolcro di Cristo, si scagliarono contro gli Ebrei, che avevano dato il Redentore al mondo; ed in Germania, in Francia, in Inghilterra, fu un furore, un'orgia di incendi, di saccheggi e di sterminio contro le comunità israelitiche.
I paladini, baroni, conti dirigevano le stragi; e le masse avide di sangue e di preda, mettevano tutto a fuoco, a ferro e a ruba; le passioni più feroci e brutali si scatenavano contro un popolo inerme, pacifico e operoso.
Anche questo triste periodo, appellato dai poeti eroico, dopo scemp? di sangue e di delitti cavallereschi, tramontò, e si chiuse.
Un albore di civiltà cominciò a spuntare sull'orizzonte. Gli stessi crociati, reduci dall'Asia, ne divennero messaggeri e ne furono strumento efficace. I semi della civiltà latina, non mai appassiti e spenti in Italia, si dischiusero poco a poco alla vita, e prepararono la Rinascenza. Al Rinascimento classico, mercè lo studio della Bibbia nei suoi testi e nella sua realtà, e per opera delle sette antipapali, che serpeggiavano in tutta Europa sino dal medioevo, tenne dietro il rinnovamento religioso e la Riforma.
L'antagonismo fra il Papato e la Riforma accese le guerre più feroci, che mai abbiano insanguinata l'Europa, nei secoli decimosesto e settimo. Le guerre di religione e gli orrori di eccidi, stragi e perversità, che le accompagnarono, allontanarono i pensatori e i popoli stessi dalla religione, e in molti intiepidirono il sentimento religioso, come funesto al progresso ed alla pace, ostile e fatale all'unione e sicurtà dei popoli.
Al secolo dei teologi, tenne dietro quello dei filosofi e della scienza. La società aspirava a divenire laica. Uno spirito nuovo corse sopra tutta l'Europa; un lavoro sordo, poderoso, a cui presero parte tutte le classi sociali, dal patrizio al borghese, agli stessi monarchi riformatori, scalzava dalle fondamenta l'edifizio del medio evo, preparando gli elementi d'un'età novella: - E scoppiò la Rivoluzione francese.