Se gli antichi pastor di rose e fiori
sparsero i tempii, e vaporar gli altari
d'incenso a Pan, sol perchè dolci e cari
avea fatto a le Ninfe i loro amori:
quai fior degg'io Signor, quai deggio odori,
sparger al nome vostro, che sian pari
a i merti vostri, e tante, e così rari,
ch'ognor spargete in me grazie e favori?
Nessun per certo tempio, altare, o dono
trovar si può di così gran valore,
ch'a vostra alta bontà sia pregio eguale.
Sia dunque il petto vostro, u' tutte sono
le virtù, tempio; altare, il saggio core;
Vittima, l'alma mia, se tanto vale.
[V. 7 B. pari.; D. cari.]
_(Cod. Magliabecchiano, II, I, IV)._
Se gli antichi pastor di rose e fiori
sparsero i tempii, e vaporar gl'altari
di maschi incensi a Vener, poichè cari
fece e dolci alle Ninfe i loro amori:
a voi, che sceso dai più nobil cori
degl'angiol sete, e ch'ai desiri miei cari
rendete i favor, quai più rari
fiori offrirò io? quai grati odori?
Veramente non tempio, altare, o dono
trovar si può di tal pregio e valore,
ch'a vostra cortesia sia merto uguale;
fuor che fia 'l petto vostro il tempio, u' sono
alti pensieri; e 'l saggio vostro core
fia altar; vittima, l'alma mia immortale,
[V. 6. Nel mss. leggesi: _miei o cari_.]
Signor, pregio e onor di questa etade,
cui tutte le virtù compagne fersi,
che con tante bell'opre e sì diversi
effetti gite al ciel per mille strade:
quai fien, che possan mai tante, e si rade
doti vostre cantar prose, nè versi?
In voi solo (e son parca) può vedersi
giunta a sommo valor, somma bontade.
Voi saggio, voi clemente, voi cortese;
onde nel primo fior de' più verd'anni
vi fu dato da Dio sì grande impero,
per ristorar tutti gli andati danni:
e, con potere eguale al bel pensero,
por sempiterno fine a tante offese.
[V. 7 B. sol, - 13 pensiero.]